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Protocollo
d'intesa tra la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero
per i beni e le attività culturali e l'Istituto Luigi
Sturzo per la salvaguardia e la valorizazione del patrimonio
archivistico relativo alla storia del Movimento cattolico
in Italia
L'Istituto
Luigi Sturzo ha stipulato la convenzione
con la Direzione Generale per gli Archivi il 9 gennaio 2003.
Prende così avvio una nuova esperienza di collaborazione
con l'Amministrazione archivistica per la raccolta, la salvaguardia
e la valorizzazione del patrimonio archivistico relativo alla
storia del Movimento cattolico, con particolare riferimento
alle vicende dell'associazionismo, dei partiti politici e
della partecipazione al governo nazionale dei cattolici nel
periodo repubblicano.
L'importanza degli archivi di partito e di personalità
politiche - in particolare di quelle che hanno rivestito responsabilità
di governo, che sovente conservano documentazione di interesse
istituzionale - è riconosciuta e considerata dalla
storiografia come fonte privilegiata per la ricostruzione
della storia politica e sociale dell'Italia repubblicana.
Questa rinnovata attenzione da parte della comunità
scientifica ha indotto l'Istituto Luigi Sturzo - oltre alla
valorizzazione degli importanti archivi di partito e di personalità
politiche già conservati presso la sua sede romana
- ad avviare una serie di progetti, tra cui quello denominato
Archivi locali in rete: per
una ricostruzione della storia dei cattolici in politica nell'Italia
repubblicana (1944-1994), col fine di operare un censimento
sistematico ed il recupero di questi fondi su tutto il territorio
nazionale.
La loro collocazione presso istituti di conservazione - tra
i quali alcuni Archivi di Stato - individuati su base regionale
ha inoltre permesso di instaurare fattivi rapporti di collaborazione
con una serie di istituzioni culturali depositarie di documentazione
coerente con il progetto. In questo modo l'Istituto Luigi
Sturzo contribuisce a incentivare la ricerca storica su tali
argomenti e a creare una nuova sensibilità verso la
necessità di preservare e valorizzare questi archivi,
esposti a gravissimi rischi di smembramento e di dispersione
a causa dei frequenti mutamenti di denominazione, di finalità
e di sedi dei soggetti politici depositari di questi patrimoni
documentari, nonché dallo scarso interesse frequentemente
palesato dagli stessi nei confronti della memoria storica
della propria attività.
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